Quello che un insegnante porta in classe va oltre le parole: lo hai mai notato?
Ci penso spesso, quando entro in una scuola.
Da mamma di un adolescente, entro ora nelle scuole in modo diverso. Non è più solo per il mio lavoro.
Ogni volta che attraverso un corridoio, che guardo un insegnante parlare…
una parte di me pensa a mio figlio.
A quello che vive ogni giorno.
A quello che assorbe, anche quando nessuno lo vede.
A come si sente, lì dentro.
E mi torna sempre la stessa domanda:
cosa arriva davvero ai ragazzi, oltre alle parole?
La scuola è molto più delle materie
Ho appena concluso un breve percorso di mindfulness a scuola all’IC di Castel d’Azzano (provincia di Verona) con un gruppo di docenti e personale amministrativo.
Tre incontri, nell’arco di un mese.
Un tempo piccolo, se ci pensi.
Eppure, sufficiente perché qualcosa inizi a muoversi.
Ogni volta che entro in una scuola con questo lavoro sento che c’è qualcosa di importante in gioco.
Non solo per chi partecipa al percorso, ma per il contesto nel suo insieme.
Perché la scuola è un luogo vivo. Complesso.
A tratti faticoso.
Un luogo fatto di relazioni, responsabilità, aspettative.
Un luogo dove si cresce — non solo per chi studia, ma anche per chi insegna.
E in tutto questo, trovare uno spazio per fermarsi non è scontato.
Mindfulness a scuola: partire da cose semplici
Durante gli incontri abbiamo lavorato su pratiche molto semplici: il respiro, il corpo, l’attenzione.
Cose essenziali.
E proprio per questo, non sempre facili.
A fine percorso, qualcuno ha scritto:
“Mi ha aiutato a gestire la pressione nel lavoro e i momenti di ansia.”
Un’altra persona:
“Quando arrivano pensieri intrusivi, mi concentro sul respiro e questo mi calma.”
E poi, con molta onestà:
“La parte più difficile è trovare il tempo per portare avanti le pratiche.”
Dentro queste frasi, per me, c’è tutto.
C’è il valore di ciò che è stato sperimentato,
ma anche il limite reale che tutti incontriamo quando proviamo a portarlo nella quotidianità.
Perché portare la mindfulness nella scuola
Ed è proprio qui che questo lavoro diventa importante.
Perché la mindfulness, nella scuola, non è qualcosa “in più”. Non è un progetto da aggiungere a una lista già piena.
È uno spazio che sostiene.
Sostiene chi entra in classe ogni giorno,
chi gestisce dinamiche complesse,
chi si trova a essere, spesso senza strumenti, non solo insegnante… ma anche punto di riferimento umano.
Perché questo riguarda anche tuo figlio
E qui voglio parlare anche a te, se sei genitore. Forse lo senti anche tu.
Che tuo figlio non ha bisogno solo di qualcuno che spieghi bene una materia, ma di un adulto presente.
Lucido.
Capace di stare nella relazione.
Un insegnante che, anche nei momenti difficili, riesce a non reagire automaticamente. A vedere davvero chi ha davanti.
Ma questo non si può improvvisare.
Serve uno spazio in cui anche i docenti possano fermarsi. Respirare.
Ritrovarsi.
Il benessere a scuola è relazionale
Perché quando un insegnante cambia — anche solo un poco — quel cambiamento non resta solo suo.
Si riflette nel modo in cui entra in classe.
Nel tono della voce.
Nello sguardo.
Nel modo in cui gestisce un conflitto, una fatica, una distrazione.
E quel cambiamento… arriva agli studenti. Arriva ai nostri figli.
Il benessere, nella scuola, non è mai individuale. È sempre relazionale.
Portare la mindfulness a scuola: una direzione
Questa esperienza, anche se breve, mi ha confermato una cosa che sento da tempo:
portare la mindfulness a scuola non è un “progetto”. È una direzione.
Una direzione che riguarda il modo in cui vogliamo abitare i contesti educativi.
Uno sguardo al futuro della scuola
Nei prossimi mesi, il mio intento è ampliare questi percorsi. Renderli più continuativi.
Coinvolgere non solo docenti e personale, ma anche studenti.
E costruire, poco alla volta, spazi reali in cui coltivare presenza, ascolto e consapevolezza.
Perché, in fondo, prendersi cura di chi educa significa prendersi cura di chi cresce.
E quindi, del futuro.
Come portare la mindfulness nella tua scuola
Se lavori in una scuola,
o se sei un genitore e senti che questo è un tema importante…
forse non è più solo qualcosa su cui riflettere.
Forse è il momento di portarlo davvero dentro la tua realtà.
Se vuoi capire come attivare un percorso di mindfulness nella tua scuola (o proporlo come genitore),
puoi rispondere a questa email o scrivermi.
Con affetto,
Lisa
